Le tecniche degli Uchiha nascono da una mitologia antica: perché Naruto non è più lo stesso dopo questa scoperta

Se sei un fan di Naruto, probabilmente hai passato ore ad ammirare le tecniche degli Uchiha, a restare a bocca aperta davanti allo Sharingan e a chiederti come Masashi Kishimoto riuscisse a inventare roba così epica. La risposta è che non la inventava del tutto. Buona parte della lore più affascinante di Naruto è radicata nella mitologia shintoista giapponese, e una volta che lo scopri, non riesci più a guardare la serie nello stesso modo.

Tsukuyomi, Amaterasu e Susanoo: gli dèi shintoisti dietro le tecniche del Mangekyo Sharingan

Nella mitologia giapponese, Izanagi è una delle divinità primordiali dello Shintoismo. Dopo aver perso la moglie Izanami, morta dando alla luce Kagutsuchi, il dio del fuoco, Izanagi scende negli inferi, il Yomi, per tentare di riportarla in vita. Quando la trova, il suo corpo è già in decomposizione. Sconvolto, fugge e, una volta tornato nel mondo dei vivi, si lava per purificarsi. Da quel gesto nascono tre delle divinità più importanti del pantheon giapponese:

  • Tsukuyomi, il dio della luna, nato dal lavaggio dell’occhio destro
  • Amaterasu, la dea del sole, nata dal lavaggio dell’occhio sinistro
  • Susanoo, il dio delle tempeste, nato dal lavaggio del naso

Ti suonano familiari? Sono esattamente i nomi delle tre tecniche più devastanti del Mangekyo Sharingan. Kishimoto non le ha scelte a caso: ha preso queste divinità e le ha trasformate in abilità sovrannaturali, mantenendo una coerenza narrativa e simbolica straordinaria.

Izanagi e Izanami nel mondo ninja: il significato nascosto che cambia la lore di Naruto

La cosa davvero sorprendente arriva con Izanagi e Izanami, le due tecniche segrete degli Uchiha e dei Senju. Entrambe, dopo l’utilizzo, causano la perdita permanente della vista nell’occhio coinvolto, e anche questo dettaglio non è casuale.

La tecnica Izanagi permette di riscrivere la realtà, di cancellare eventi già accaduti e modificare il destino. Il richiamo al mito è diretto: Izanagi scende negli inferi proprio per cambiare ciò che sembrava già scritto, il destino della moglie amata. Vuole riscrivere la realtà. Fallisce, ma il parallelo con la tecnica è lampante e tutt’altro che casuale.

Conoscevi già il mito shintoista dietro le tecniche degli Uchiha?
Sì lo sapevo già tutto
Ne conoscevo qualcosa
Zero ma ora non posso ignorarlo
Ho riletto la serie di corsa

Izanami, invece, intrappola la vittima in un loop infinito dal quale si può uscire solo accettando la propria realtà. Ed è qui che il genio di Kishimoto tocca vette altissime: nella mitologia, Izanami accetta consapevolmente la sua condizione di dea degli inferi, la sua morte, la sua fine. L’unico modo per spezzare il loop della tecnica è fare esattamente lo stesso, smettere di resistere e accettare ciò che si è.

Orochimaru sconfitto da Susanoo: Kishimoto riscrive il mito di Yamata no Orochi

C’è un altro parallelismo che difficilmente può essere ignorato. Nella mitologia shintoista, Susanoo sconfigge lo Yamata no Orochi, un serpente a otto teste di proporzioni mostruose. In Naruto, Orochimaru, il villain serpentiforme per eccellenza, viene sconfitto proprio da Sasuke attraverso il Susanoo. Kishimoto ha replicato fedelmente il mito originale, camuffandolo dentro la narrativa ninja senza che la maggior parte dei fan se ne accorgesse.

Perché la mitologia shintoista rende Naruto un manga più profondo e stratificato

Quello che emerge da tutto questo va ben oltre la semplice citazione colta. Kishimoto ha costruito un sistema di lore coerente e stratificato, dove ogni tecnica, ogni nome e ogni abilità ha una radice mitologica precisa e un significato simbolico che si intreccia con la trama in modo organico. Non si tratta di easter egg sparsi a caso, ma di una struttura narrativa pensata con cura, in cui mitologia giapponese e storytelling si fondono senza forzature.

La mitologia shintoista è tra le più ricche al mondo, e Kishimoto l’ha usata come fondamenta solide su cui costruire uno degli universi narrativi più amati della storia del manga. Il risultato è una serie che funziona su più livelli: emoziona, appassiona e, per chi si ferma a scavare, rivela una profondità inaspettata. La prossima volta che vedi Sasuke evocare il Susanoo o Itachi usare il Tsukuyomi, stai guardando secoli di mitologia giapponese trasformata in puro spettacolo animato.

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