Stasera in tv Terence Hill e Bud Spencer nel film che ha inventato il buddy cop prima di Hollywood: un cult che vale ogni minuto

In sintesi

  • 🎬 I due superpiedi quasi piatti
  • 📺 Rete 4 HD alle 21.35
  • 😂 Commedia cult del 1977 con Terence Hill e Bud Spencer: due disoccupati finiscono per errore nella polizia di Miami e, tra scazzottate e gag, diventano eroi per caso in una parodia dei polizieschi americani, simbolo della comicità italiana e del buddy movie all’italiana.

Terence Hill, Bud Spencer ed Enzo Barboni tornano protagonisti della prima serata televisiva con uno dei titoli più amati del loro repertorio: “I due superpiedi quasi piatti”, la commedia del 1977 che ha contribuito a trasformare il duo in un fenomeno pop planetario. Stasera su Rete 4 HD alle 21.35 arriva un cult che non solo regge il tempo, ma continua a crescere di valore grazie al suo mix di azione, humor fisico e quell’energia da buddy movie all’italiana che ancora oggi influenza cinema, serie e meme.

I due superpiedi quasi piatti di Terence Hill e Bud Spencer: cosa vedere stasera in TV

Se la vostra serata ha bisogno di ritmo, schiaffoni acrobatici e quella comicità pulita ma irresistibile che caratterizza gli anni d’oro di Hill e Spencer, il film di Enzo Barboni è la scelta giusta. La trama è una parodia dichiarata dei polizieschi americani: due disoccupati che vogliono rapinare un supermercato finiscono per errore nell’ufficio assunzioni della polizia di Miami. Da lì parte una delle trasformazioni più improbabili (e divertenti) della storia del cinema italiano: da ladruncoli pasticcioni ad agenti che, quasi loro malgrado, fanno piazza pulita del crimine.

Wilbur Walsh, interpretato da un Terence Hill in stato di grazia comica, è rapido, leggero, scattante. Matt Kirby, alias Bud Spencer, è la controparte perfetta: massiccio, paziente, un bulldozer dal cuore tenero. La loro alchimia è talmente naturale che ogni scena risulta improvvisata anche quando non lo è, un aspetto che gli appassionati sanno riconoscere subito. E proprio questa spontaneità è rimasta la chiave del loro successo senza tempo.

Perché I due superpiedi quasi piatti è ancora così amato

Il cinema di Hill e Spencer viene spesso ricordato per le scazzottate coreografate e la comicità fisica, ma “I due superpiedi quasi piatti” ha qualcosa in più. Barboni, già maestro del western-comico con “Lo chiamavano Trinità”, qui sperimenta una declinazione urbana che anticipa in modo sorprendente i buddy cop americani degli anni ’80. Prima che arrivassero “48 ore”, “Arma letale” o “Beverly Hills Cop”, Hill e Spencer avevano già scritto alcune delle regole del genere, ma con la leggerezza tutta italiana che li contraddistingue.

In questo film si compie anche una sorta di passaggio di consegne nella carriera del duo: dal mondo western al contesto metropolitano, dal cavallo alla volante della polizia. È un punto di svolta che li proietta verso gli anni ’80 e verso quella popolarità internazionale che oggi li rende iconici in Paesi insospettabili come Ungheria, Germania e perfino alcuni stati del Sud America.

Dal punto di vista del ritmo narrativo, “I due superpiedi quasi piatti” è un esempio perfetto della scuola Barboni: sceneggiatura semplice ma chirurgica, tempi comici impeccabili, antagonisti che sembrano usciti da un cartone animato e un montaggio che valorizza l’espressività dei due protagonisti più delle parole. Terence Hill parla con gli occhi, Bud Spencer con le mani: è la loro grammatica, ed è universale.

I momenti cult che un fan non può dimenticare

  • L’ingresso per sbaglio nella stazione di polizia, una delle scene slapstick più celebri del cinema italiano.
  • L’addestramento da agenti, tra cadute, liti e improvvisi colpi di genio che trasformano i due in eroi da manuale.
  • La caccia al boss della droga, con inseguimenti che oggi hanno un fascino vintage irresistibile.
  • Perché è un pezzo di storia pop italiana, esportato e amato a livello globale.
  • Perché Hill e Spencer sono un antidoto naturale alla noia, una forma di comicità quasi terapeutica.

È interessante notare come molte scene siano diventate template per altri film italiani degli anni ’80 e ’90, tanto che alcuni registi contemporanei citano dichiaratamente questo titolo come fonte d’ispirazione. Da un punto di vista nerd, il film permette anche di cogliere la crescita tecnica degli stunt italiani, un settore poco raccontato ma fondamentale nella filmografia del duo.

Un cast che rappresenta un intero periodo del cinema italiano

Accanto ai due protagonisti spiccano Luciano Catenacci, volto scolpito nel poliziesco italiano, e una Laura Gemser in ruolo inusuale rispetto ai suoi film erotici degli anni ’70. La loro presenza aggiunge colore, ma è soprattutto Barboni a orchestrare tutto con mano sicura. Il suo pseudonimo, E.B. Clucher, veniva usato per dare un sapore internazionale alle produzioni, un trucco tipico del cinema dell’epoca che funzionava benissimo all’estero.

Curiosità non da poco: stasera la versione trasmessa da Rete 4 dura 140 minuti, più lunga della versione cinematografica da 112. Un dettaglio che fa felici i completisti, perché potrebbe contenere scene reinserite e materiali spesso tagliati nelle edizioni televisive passate.

Perché guardarlo oggi

“I due superpiedi quasi piatti” non è solo un film: è un frammento vivo della nostra cultura, un’icona che continua a unire generazioni diverse. Stasera in TV avete l’occasione di rivederlo, riscoprirlo o presentarlo a chi ancora non conosce la magia di questi due giganti del cinema italiano. Buona visione!

Qual è la scena più iconica di Hill e Spencer?
Ingresso per sbaglio in polizia
Addestramento da agenti
Inseguimento del boss
Prima scazzottata
Finale a Miami

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